Profilo

01 — CHI SONO

Un creativo tra materia, tecnologia e relazione

Mi muovo tra pittura, incisione, grafica digitale, intelligenza artificiale e arte relazionale. Non considero questi linguaggi come ambiti separati, ma come strumenti differenti attraverso i quali osservare, trasformare e mettere in relazione immagini, materia, memoria e persone.


02 — PERCORSO

Origini, formazione e attraversamenti

Il disegno accompagna il mio modo di osservare il mondo fin dall’infanzia. La formazione al Liceo Artistico Felice Casorati di Novara mi ha dato le prime basi tecniche e progettuali, ma il percorso successivo non è mai rimasto confinato dentro una sola disciplina.

Gli studi nella moda, nella grafica, nelle lingue e nell’informatica hanno ampliato progressivamente il mio modo di costruire immagini. Anche le esperienze professionali e gli anni vissuti a Mykonos hanno contribuito a formare uno sguardo fatto di contaminazioni, adattamento e attenzione alle persone e ai contesti.

Il ritorno alla pratica artistica non è stato quindi un nuovo inizio, ma la ricomposizione di esperienze differenti. Materia, comunicazione, tecnologia e relazione sono diventate parti dello stesso percorso: non una strada lineare, ma una ricerca che continua a cambiare forma senza perdere il legame con ciò che l’ha generata.


03 — LINGUAGGI

Strumenti differenti, una sola ricerca


Materia e pittura

La superficie è un luogo di trasformazione. Acrilico, texture, ossidazioni, stratificazioni e segni costruiscono immagini nelle quali la materia non è soltanto tecnica, ma parte del significato.

Incisione e monotipo

L’incisione e il monotipo introducono nel lavoro il rapporto tra controllo e imprevisto. La matrice, la pressione e l’unicità della stampa producono tracce che non possono essere ripetute nello stesso modo.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

Digitale e intelligenza artificiale

La grafica digitale e l’intelligenza artificiale ampliano le possibilità di costruzione dell’immagine. Le utilizzo come strumenti progettuali e creativi, integrandoli con esperienza visiva, elaborazione personale e intervento manuale.

Installazione e relazione

Le installazioni e i progetti partecipativi portano il lavoro fuori dalla dimensione individuale. L’opera diventa uno spazio di incontro, nel quale il pubblico può lasciare segni, pensieri, esperienze e trasformazioni.

[3d-flip-book mode=”link-lightbox” id=”4037″]Leggi l’opuscolo[/3d-flip-book]


04 — RELAZIONE

L’opera come spazio d’incontro

Nel tempo, il mio lavoro ha progressivamente oltrepassato la dimensione dell’immagine per entrare in relazione diretta con le persone. Le installazioni partecipative, le azioni collettive e gli incontri pubblici trasformano l’opera in un processo aperto, nel quale il significato non viene stabilito una volta per tutte.

Il pubblico può lasciare una traccia, un pensiero, un gesto o una testimonianza. In progetti come Non è un favore!, Sporcarsi le mani e nelle esperienze legate al Festival delle Relazioni, la partecipazione non è un elemento decorativo, ma una parte essenziale dell’opera.

Anche collaborazioni, conversazioni, testi e piccoli materiali editoriali fanno parte di questa ricerca. L’arte diventa così uno strumento per creare connessioni, attivare domande e mettere in comunicazione esperienze differenti.


05 — OGGI

Una ricerca ancora aperta

Oggi il mio lavoro continua a muoversi tra materia, immagine, tecnologia e partecipazione. Alcuni progetti crescono attraverso nuove tappe e collaborazioni, altri restano in pausa fino a quando un nuovo contesto permette loro di trasformarsi.

Non cerco una tecnica unica o uno stile immutabile. Preferisco costruire ogni lavoro a partire dall’idea, scegliendo di volta in volta gli strumenti più adatti: pittura, incisione, stampa, grafica digitale, intelligenza artificiale, installazione o intervento collettivo.

Il filo comune resta il desiderio di osservare ciò che cambia, ciò che lascia una traccia e ciò che può mettere in relazione persone, immagini ed esperienze differenti.