Progetti

01 – Progetti in evoluzione

Progetti nati da esperienze personali, ricerche artistiche e incontri. Alcuni si sviluppano attraverso immagini, installazioni, libri e partecipazione del pubblico; altri continuano a trasformarsi seguendo nuove relazioni e nuovi contesti.

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Nato autonomamente per l’8 marzo 2026 a Grignasco, il progetto ha preso forma attraverso un manichino inizialmente coperto da giornali e catene, poi svelato e affidato agli interventi del pubblico.

Parole, segni e disegni continuano ad accumularsi sul suo corpo a ogni nuova tappa. Il progetto confluirà nel Festival delle Relazioni di Varallo, ampliandosi attraverso nuovi manichini, opere e forme di partecipazione.

Un percorso visivo e personale sui diversi modi di percepire, ascoltare, pensare e reagire.

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Nato nel 2025 come percorso visivo e personale sull’ADHD, il progetto è stato presentato per la prima volta a Grignasco l’11 e 12 ottobre 2025, durante il mese della consapevolezza sull’ADHD.

Nel 2026 si è aperto al dialogo con Achille Francoli, prima al Salotto IOTIAMO di Vicolungo e poi con una nuova tappa prevista alla Biblioteca di Cameri. L’esperienza individuale diventa così confronto tra sensibilità e linguaggi differenti, in relazione anche con il libro Io e il mio amico Brainy.

Una serie in cui anatomia, botanica ed emozioni si trasformano in ecosistemi interiori.

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Nato nel 2026 in relazione al tema La biologia delle emozioni del Festival delle Relazioni, Herbarium Affectuum unisce organi umani, piante, frutti e piccoli organismi in una forma di biologia immaginaria.
La prima serie comprende cinque grandi immagini dedicate a cervello, cuore, polmoni e altri territori del corpo. Il progetto prosegue una ricerca sulla botanica fantastica e continua a evolversi esplorando il rapporto tra natura, organismo e stati emotivi.

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Io e il mio amico Brainy racconta l’ADHD dall’interno attraverso il rapporto tra il protagonista e Brainy, rappresentazione affettuosa, ironica e talvolta ingestibile della sua mente. Brainy interrompe, accelera, dimentica, collega pensieri lontani e trasforma la quotidianità in un percorso imprevedibile.

Firmato con lo pseudonimo E. M. Chtena, il libro unisce racconto personale, situazioni vissute, spiegazioni accessibili e immagini. I dieci capitoli non vogliono costruire un trattato medico, ma permettere a chi legge di riconoscersi, comprendere esperienze differenti e osservare l’ADHD senza ridurlo a un elenco di sintomi.

Il progetto è collegato alla mostra ADHD — Ascolti Diversi Hanno Dinamiche e continua attraverso presentazioni, incontri, possibili traduzioni e nuovi materiali illustrati. Brainy, in fondo, voleva semplicemente avere la possibilità di dire la sua.

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The Reality Prompt Shifter

LATENT è un progetto narrativo e visivo di fantascienza in cui tecnologia, mente e realtà fisica finiscono per fondersi. Dopo un evento che coinvolge un supercomputer, il protagonista acquisisce la capacità di percepire e modificare il mondo attraverso strutture simili a prompt, wireframe, blueprint e trasformazioni della materia.

Il progetto non racconta soltanto un potere, ma il rapporto tra possibilità e limite. Le alterazioni non sono semplici ologrammi e seguono regole precise: non è possibile creare esseri viventi né riportare in vita ciò che è morto. Ogni intervento sulla realtà comporta conseguenze e apre nuovi interrogativi.

Pensato come una trilogia, LATENT comprende personaggi, ambientazioni, scene e materiali visivi già sviluppati. Il lavoro è attualmente in pausa per lasciare spazio agli impegni artistici e personali, ma non è stato abbandonato e potrebbe in futuro evolvere anche in forma cinematografica o audiovisiva.

02 — Partecipazioni qualificate

Inviti e contesti nei quali un’opera è stata realizzata, selezionata o destinata a una collezione, una pubblicazione o un progetto curatoriale. Non semplici presenze espositive, ma esperienze che hanno dato al lavoro una collocazione precisa e documentata.

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404 (File not found) è un’opera originale di formato 20×20 cm realizzata nel 2026 su invito di Roberto Ramirez Anchique per il progetto permanente del MUDRI di Rittana, in Valle Stura. Una figura essenziale emerge da un fondo ciano e da una materia corrosa, mentre una zona nera interrompe la testa come un dato mancante: un’immagine legata alla memoria, all’assenza e alle mie “menti intermittenti”.

Il Museo Diffuso di Arte Contemporanea ospita oggi più di 600 opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Ringrazio Giacomo Doglio per l’accoglienza e per questa bellissima iniziativa, capace di portare l’arte contemporanea nel territorio e di mettere in relazione linguaggi ed esperienze molto differenti. La pubblicazione del catalogo della collezione 20×20 è prevista entro dicembre 2026.

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Nel 2025 sono stato invitato dal professor Giorgio Gregorio Grasso a partecipare alla mostra Lo Stato dell’Arte ai tempi della 60ª Biennale di Venezia, ospitata a Palazzo Pisani-Revedin. L’opera inizialmente selezionata era The Wooden Stick, appartenente alla serie Impressioni: dopo la sua vendita rimase pubblicata nel catalogo, mentre NO! venne esposta fisicamente al suo posto.

Con NO! ho voluto affrontare la violenza domestica, lo stalking e le diverse forme di controllo esercitate sulle donne. La parola centrale, netta e inequivocabile, afferma il valore del rifiuto e la necessità che venga riconosciuto senza interpretazioni, giustificazioni o attenuanti. L’opera unisce grafica, materia, contrasto cromatico ed elementi tridimensionali.

03 — Progetti autonomi

Ricerche nate come progetti indipendenti, sviluppate attraverso immagini, materia, narrazione o partecipazione. Esperienze concluse, in pausa o ancora disponibili a nuove tappe e trasformazioni.

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Un Tempo, un Viaggio nasce nel 2023 in relazione alla ferrovia Novara–Varallo e al ritorno dei treni storici in Valsesia. Personaggi appartenenti a epoche differenti della storia italiana salgono idealmente sullo stesso treno, condividendo scompartimenti, paesaggi e destinazione. Il progetto intreccia memoria ferroviaria, territorio, storia e incontri impossibili tra tempi lontani.

Presentato per la prima volta a Grignasco il 21 maggio 2023, il progetto ha successivamente raggiunto Sizzano e la Biblioteca Civica di Varallo, dove è stato esposto dal 22 giugno al 7 luglio 2024 in occasione dell’arrivo del treno storico Arlecchino. Il viaggio è attualmente in pausa, ma potrebbe riprendere in altre località attraversate dalla linea ferroviaria.

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Sporchiamoci le mani per il Paese è una performance collettiva ideata il 25 maggio 2024 al Centro Incontro di Grignasco, durante la giornata di presentazione della mostra Impressioni e nel periodo precedente alle elezioni comunali. L’espressione “sporcarsi le mani” viene sottratta al suo significato negativo e trasformata in un invito ad assumersi responsabilità e a lavorare concretamente per la propria comunità.

Candidati, cittadini e persone presenti sono stati invitati a immergere direttamente le mani nei colori acrilici e a lasciare le proprie impronte su una tela comune. Nessuna protezione e nessun gesto simbolico a distanza: bisognava mettersi realmente in maniche di camicia e sporcarsi le mani. Il risultato conserva la memoria di un momento nel quale persone con ruoli e posizioni differenti hanno contribuito alla stessa opera ed è uno dei primi esempi espliciti della componente relazionale e partecipativa sviluppata successivamente nel mio lavoro.

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Ossidheimer nasce nel 2024 dall’esperienza personale vissuta accanto a mio padre Gabriele ed è stato presentato il 21 e 22 settembre a Santa Maria delle Grazie, a Grignasco, in relazione alla Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Il progetto mette in relazione il decadimento della memoria con quello della materia: ruggine, ossidazione, corrosione e stratificazione diventano immagini di forme che restano riconoscibili, ma non sono più quelle originarie.

Attraverso acrilico, texture e materiali ossidati ho costruito un nucleo di opere materiche e simboliche, tra cui Angelo Verderame, una delle presenze centrali del progetto. La presentazione è stata accompagnata da Federica Mingozzi, dalla dottoressa Elisa Balzano e dalla collaborazione con l’Associazione Alzheimer Borgomanero. La ricerca resta aperta e continua a interrogare il rapporto fra materia, memoria e trasformazione.

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Disastri naturali è un ciclo di quattro opere materiche realizzato nel 2024 e presentato per la prima volta durante l’allestimento di Ossidheimer. I due progetti condividevano lo stesso spazio espositivo, ma non lo stesso tema: questo nucleo nasce come ricerca autonoma dedicata agli elementi naturali nel momento in cui perdono equilibrio e diventano incontrollabili.

Le quattro opere — Flood, Earthquake, Tornado e Fire — rappresentano acqua, terra, aria e fuoco trasformati in forze distruttive. Texture, stratificazioni, segni e materia costruiscono superfici instabili, nelle quali ciò che normalmente sostiene la vita diventa improvvisamente minaccia. Il ciclo è completo, ma può essere riproposto in nuovi contesti espositivi.

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Archivio del falso plausibile

Carte False — Archivio del falso plausibile nasce come percorso visivo dedicato all’evoluzione del falso: non il semplice errore, ma una rappresentazione costruita intenzionalmente per apparire credibile e orientare il modo in cui osserviamo la realtà. Il progetto attraversa epoche e linguaggi differenti, dalle testimonianze antiche alla propaganda, dai documenti manipolati alle truffe contemporanee, fino alle immagini generate attraverso l’intelligenza artificiale.

La prima presentazione si è svolta il 17 maggio 2026 nella Sala Consiliare di Grignasco, attraverso circa dodici stampe organizzate come un archivio storico e narrativo, accompagnate da spiegazioni e da un intervento del Maresciallo Leonardo Cardella dedicato alle truffe e alla prevenzione. Questa prima versione è conclusa, ma il progetto può continuare ad ampliarsi seguendo nuove forme di falsificazione, manipolazione e costruzione del consenso.

04 — Percorsi espositivi

Ricerche nate come progetti indipendenti, sviluppate attraverso immagini, materia, narrazione o partecipazione. Esperienze concluse, in pausa o ancora disponibili a nuove tappe e trasformazioni.

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Il percorso dell’8 marzo nasce con la prima mostra realizzata dopo la ripresa della mia attività artistica. Quell’appuntamento non è rimasto un episodio isolato, ma è diventato nel tempo un’occasione ricorrente per affrontare l’immagine femminile, l’identità, la memoria e le forme della relazione attraverso linguaggi e impostazioni differenti.

Dalla prima esposizione sono nati nuovi nuclei e nuove declinazioni, tra cui Nel segno di lei e Intricate semplicità, fino a Non è un favore!, che nel 2026 ha assunto una forma autonoma, partecipativa e itinerante. Non si tratta quindi della ripetizione della stessa mostra, ma di un percorso che ogni anno cambia struttura, opere e modalità di incontro con il pubblico.

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55 PIXELS nasce come un percorso attraverso immagini appartenenti a periodi molto differenti, dai primi disegni realizzati per passione alle sperimentazioni con pennarelli, carboncino e aerografo, fino all’incontro con la grafica digitale e con i primi programmi di disegno vettoriale.

Presentato il 19 novembre 2023 alla Trüna dal Giüanin di Grignasco, il progetto ha riunito lavori lontani nel tempo per mostrare non una progressione lineare, ma il modo in cui curiosità, tecniche e strumenti differenti hanno continuato a trasformare il mio rapporto con l’immagine. Il titolo lega l’età raggiunta in quell’anno al pixel, unità minima del linguaggio digitale diventato nel tempo una parte importante della mia ricerca.

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Impressioni nasce nel 2024 come percorso dedicato al monotipo, una tecnica nella quale controllo e imprevisto convivono all’interno della stessa immagine. Colore, pressione, sottrazione e sovrapposizione producono stampe uniche, costruite attraverso forme essenziali, silhouette, ambienti sospesi e contrasti netti.

La mostra ha riunito opere differenti per soggetto e composizione, ma accomunate dall’uso diretto del segno e da una palette ricorrente di nero, ciano e magenta. Durante Impressioni, il Prof. Giorgio Gregorio Grasso selezionò The Wooden Stick per Lo Stato dell’Arte ai tempi della 60ª Biennale di Venezia. Nello stesso percorso espositivo si svolse anche l’azione collettiva Sporcarsi le mani, successivamente riconosciuta come progetto partecipativo autonomo.