Avvicinandosi il Festival delle Relazioni, e pensando al tema di quest’anno, La biologia delle emozioni, mi sono chiesto ancora una volta che cosa mi affascini davvero nel rapporto tra arte e persone. Naturalmente tutto comincia dal pensare a cosa proporre e a come farlo, ma la parte che mi interessa di più arriva dopo, quando l’opera incontra il pubblico e comincia a generare reazioni, emozioni, dialoghi e collegamenti. Mi piace osservare la gente davanti a qualcosa di sconosciuto, mai visto o non immediatamente comprensibile, cogliere uno sguardo che cambia, un’esitazione, un sorriso, un passo avanti o indietro, e vedere poi come tutto questo passa da una persona all’altra. Qualcuno indica un dettaglio, un altro risponde, nasce una conversazione, riaffiora un ricordo, si crea una relazione. E non finisce necessariamente lì, davanti all’opera: quel pensiero può tornare più tardi, magari a cena, parlando con amici che non erano presenti, aprendo nuovi discorsi e altre connessioni. Forse la biologia delle emozioni passa anche da questo movimento, da qualcosa che nasce in un luogo preciso ma continua a circolare molto più lontano.
Autore: Chinico-68
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Festival delle Relazioni 2026
Nell’agosto 2026 parteciperò al Festival delle Relazioni, ospitato a Palazzo d’Adda a Varallo e dedicato quest’anno al tema La biologia delle emozioni.
La sala riunirà l’installazione partecipativa Non è un favore!, la serie Herbarium Affectuum e la collaborazione con Achille Francoli, costruendo uno spazio nel quale immagini, materia e presenza del pubblico entreranno direttamente in relazione.
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NO! All’ALPAA 2026
Durante la 50ª edizione dell’ALPAA di Varallo, l’opera NO! è stata esposta nello spazio di Soroptimist Valsesia, all’interno del loro mercatino di abiti usati a sostegno dell’Associazione Archimede, impegnata nell’integrazione delle persone con disabilità. Un contesto diverso da quello di una mostra tradizionale, ma proprio per questo significativo: l’opera è entrata in uno spazio vissuto, attraversato da molte persone e legato a un’iniziativa concreta di solidarietà e partecipazione.
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III Biennale Internazionale di Varallo 2026
Alla III Biennale Internazionale di Varallo ho presentato tre opere nate da linguaggi molto diversi: un’incisione, un monotipo e un collage digitale sviluppato anche attraverso l’intelligenza artificiale. Tre lavori distanti per tecnica e processo, ma legati dallo stesso interesse per la trasformazione dell’immagine e per le possibilità che nascono dall’incontro tra materia, segno e tecnologia. Esporli insieme è stato anche un modo per mostrare come tecniche tradizionali e strumenti contemporanei possano convivere senza escludersi.
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L’airone ferito
L’airone ferito, incisione a puntasecca su plexiglass, ha ricevuto una targa di merito nella sezione Grafica dell’8° Memorial Tiziano Bertolo di Novara. È un riconoscimento a cui tengo particolarmente, perché quest’opera rappresenta uno dei momenti in cui tecnica, segno ed emozione hanno trovato un equilibrio molto preciso. La targa è stata assegnata dalla giuria del Memorial, con il sostegno dell’Autosalone Palmisano di Novara.

